Mi sposto

8 settembre 2010 2 commenti

questo post si è autodistrutto dopo pochi giorni!

Dall’Algeria con furore

29 maggio 2010 1 commento

Un mese e mezzo che non scrivo, perché in questo periodo non è successo nulla di degno. I giorno passano lentamente, uno uguale all’altro, e maggio è quasi finito. Un altro mese buttato nel cesso.
I mondiali mi traghetteranno verso il ritorno a casa. Tornerò da campione del mondo? Nessuno lo sa, quel che è certo è che la sensazione mia personale sarà proprio quella.

Il gate fantasma

16 aprile 2010 Commenti disabilitati

Allora continuo la storia del viaggio. Il giorno dopo sono arrivato all’aeroporto internazionale di Algeri. Bello, grande, moderno. Ci sono arrivato piuttosto presto, intorno alle 11 ero già lì che gironzolavo col mio bel trolley rosso, bestemmiando contro quelli dell’agenzia che mi avevano messo il volo per Oran alle 17e30.

Troppo tempo, nella mia testa. Purtoppo mi sono dovuto ricredere.

Sono dovuto passare all’aeroporto nazionale, una breve passeggiata in mezzo alla gente che ti chiede se vuoi un taxi, se vuoi cambiare soldi. Un consiglio: non chiedere a questa gente neanche un’informazione o ti chiederanno soldi.

L’aeroporto nazionale è decisamente meno moderno di quello internazionale. Diciamo che sembra di tornare all’Italia di 40 anni fa. Il fatto che bisogna fare milioni di file con la gente che ti passa avanti da tutte le parti non aiuta.

Al banco del check-in (fila) non trovavano la mia prenotazione, allora sono andato ad uno sportello di informazioni (fila) dove m’hanno stampato un foglio col codice, quindi sono tornato al check-in (fila, ma qui ho fatto il portoghese l’algerino), poi sono passato ai controlli di sicurezza (fila) ma non prima di compilare un foglio che avevo già compilato sull’aereo per Algeri, poi arrivo agli imbarchi manca mezz’ora al mio volo ma non c’era sul tabellone, mentre vedo che il volo precedente per Oran era stato appena ritardato di 2 ore.

Guardo il mio biglietto, c’è scritto «gate 10», guardo avanti a me. Gate 1, 2, 3, 4, 5 e 6. Riguardo il biglietto, trattengo il respiro.

DOVE CAZZO È IL GATE 10?!?

Mi avvicino a l’unica persona che non sembra troppo occupata a farsi i cazzi propri e mi dice che non bisogna vedere il gate, che questo non rappresenta niente (ah bon?!) e che comunque il volo non è ancora pronto. Vabbè, aspetto.

Alla fine, con un’oretta di ritardo e dopo un’altra fila per la perquisizione sulla pista d’atterraggio, ci imbarcano su un magnifico ATR 72 con la fusoliera in marzapane ed i motori ad elastici tritorti. Con mia grande sorpresa, il volo è andato bene e abbiamo contenuto il ritardo. All’arrivo, è venuto a prendermi un tipo in macchina (nota di colore: nel bagagliaio aveva un sacco pieno di piselli!) che ha guidato come un pazzo a fari spenti, facendo sorpassi suicidi al punto che dopo un po’ l’ho toccato sulla spalla e gli ho gridato qualcosa del tipo «calme-toi mon ami, parce que dans 3 mois je rentre chez moi et ne veux pas mourir ici!»

Non sono morto.

On the road again

12 aprile 2010 Commenti disabilitati

Allora, chiedo scusa perché è da un po’ che non scrivo ma sono rientrato dall’Oman e ho passato due bellissime settimane a fare tutte quelle cose che per i tre mesi precedenti mi sono solo sognato. È incredibile come la nostra vita, in quanto italiani, sia caratterizzate da tante cose che fanno sì che la sua qualità sia vertiginosamente alta. I posti, il cibo, il clima, le persone rendono l’Italia un posto unico. Non stupisce se, mentre gli italiani vanno all’estero per i soldi, tanti stranieri decidono di rimanere per il resto della loro vita qui, dopo essersi abituati. L’Italia è un paese così bello che conviene di gran lunga lottare per migliorarlo, nonostante la cattiva politica, la corruzione e l’antipatriottismo spingano per farci emigrare tutti quanti.

A proposito di emigrazione, in questo momento sto usufruendo della rete wi-fi gentilmente messa a disposizione dall’albergo di Fiumicino dove passerò questa giornata. Già, perché io sono sulla strada per l’Algeria, dove passerò i prossimi tre mesi a fare più o meno quello che facevo in Oman, ossia il commissioning di una impianto di compressione gas. Mi trovo in albergo perché il volo che avrei dovuto prendere stamane da Elmas è stato cancellato, quindi sono stato dirottato su di un un volo in partenza un’ora più tardi. Non avendo il passaporto, perché per ragioni di tempi di ottenimento del visto mi è stato consegnato direttamente a Fiumicino, a Elmas non ho potuto fare l’imbarco per Algeri e quindi ho perso mezz’ora per ritirare il bagaglio. Mezz’ora fatale: mi è stato negato l’imbarco.

Allora me ne sto un giorno a Fiumicino a gozzovigliare a spese dell’azienda. Peccato: mi sarebbe piaciuto passare un giorno in più con Bu, e magari salutare quel paio di persone che veramente meritano un arrivederci.

To do list #2

25 marzo 2010 Commenti disabilitati

Un altro luogo, un altro tempo, un’altra sinistra

23 marzo 2010 Commenti disabilitati

Roma, 22 Marzo 2098

Gian Piero Persami ha commentato le parole del presidente della Cei, Angelo Barnasto. “È inaudito che il rappresentante di un culto minoritario, per non dire una setta, si permetta di tentare di influenzare la vita politica e sociale dello Stato. Le dottrine reazionarie della Chiesa dovrebbero essere state messe fuorilegge molto tempo fa, e il risultato di questa mancanza è che c’è ancora chi si arroga il diritto di definire presunte questioni antropologiche. Non siamo sordi a questo problema – ha spiegato -, e infatti promettiamo che dopo le elezioni ci prenderemo, in autonomia, la responsabilità di affrontarlo. E credo che anche su questi temi deve esserci il confronto e una risposta ai cittadini”. “I vescovi – ha aggiunto – non devono permettersi di fare appelli elettorali, a prescindere dal fatto che le loro posizioni siano condivise o meno”.

ogni riferimento a fatti, persone o cazzate dette recentemente dalla Chiesa è puramente non intenzionale.

Sono vivo ma non per molto

3 marzo 2010 Commenti disabilitati

Tutti i giorni 12 ore di lavoro, nessun weekend libero e da domani si fa un forcing da 14-15 ore al giorno… e l’ho proposto io! Non si vede la fine a questo scempio, sono stanco, demoralizzato e impolverato.

Cock problem!

23 febbraio 2010 Commenti disabilitati

Stamattina ci stavamo sganasciando dalle risate.

Dovevamo attaccare le etichette degli smoke detector su soffitto della control room, allora Voltaren, il più alto dei polacchi è salito su un cassone per incollarle a una ad una a fianco ad ogni apparecchio.
Il problema si è palesato subito: le tute forniteci all’arrivo dalla Ditta si sono ristrette clamorosamente già dal primo lavaggio, e quella del polacco gli arriva a metà polpaccio, quindi l’estensione delle braccia in alto gli tirava maledettamente i coglioni, ma al punto che la cucitura gli entrava clamorosamente in culo separando le olive che neanche Mosè col Mar Rosso!
Il povero Voltaren non riusciva a tirare le braccia verso l’alto, in più Diocàn, il collega veneto che ieri sera è riuscito a mettere le grinfie su una bottiglia di Bacardi facendola fuori e che oggi traspira ron blanco a più non posso, si sganasciava e gli gridava «cock problem» a ripetizione.

Il massimo é stato scoprire a metà lavoro che le etichette sono sbagliate, e che quindi Voltaren deve risalire di nuovo sul cassone!

Uno e basta

22 febbraio 2010 1 commento

Trovo molto noiose le chiacchiere sul festival di Sanremo, i fischi al principe afono e le proteste sull’esclusione di Malika “bella fika ” Ayane. Come se la merda che ci si propina ogni anno potesse avere un qualunque valore. Voglio dire, almeno col letame, quello vero, ci puoi concimare i campi.

Comunque, per me l’immagine più rappresentativa del festival è questa:

Oggi ne parla anche la Gazza

16 febbraio 2010 Commenti disabilitati

Alberto Zaccheroni si gode il primo successo della sua Juve, in una gara a tratti molto sofferta. “Giocare contro i rossoblù è come giocare contro gli indiani… [fonte]

Effettivamente, deve essere molto difficile giocare contro un avversario che ti rutta costantemente in faccia!

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