Viva gli indiani

Le persone che lavorano dove sto io sono in gran parte indiani, così come gli altri lavoranti che ho visto alla base o al compound. Li riconosci perché sono bassi, larghi, con la testa quadrata e dei ridicoli baffetti. Delle pardule troppo cotte. In genere sono molto gentili e disponibili. Ci sono anche un paio di sauditi, dei ragazzi giovanissimi che sono stati presi perché chi vuole lavorare con i sauditi deve saudizzarsi, ossia a) andare a lavorare in territorio saudita e b) assumere una certo quantitativo di personale locale. A quanto pare ai sauditi piace fare gli autisti, oppure sollevare la sbarra in uno degli innumerevoli check-point sparsi per la città. Quest’ultima è la loro massima ambizione, perché così possono scaccolarsi i piedi tutto il santo giorno.

A questo punto, per parafrasare la nostra amata Costituzione, inizio a pensare che l’Arabia Saudita è una monarchia fondata sul lavoro… degli indiani.