In Arabia Saudita internet è censurata. Ovviamente. Se provi a digitare un sito proibito, ad esempio quello di Cloridrato di Sviluppina, compare subito questa simpatica pagina (se non la vedi, prova a cliccare qui). Ma proviamo ad analizzarla…
http://84.235.120.56/blocked.html
è l’URL della pagina vera e propria che, grazie al servizio whois, identifico come
netname: SAUDINET-STC-IGW descr: Internet Gateway in Jeddah, Saudi Telecom Company org-name: SaudiNet, Saudi Telecom Company
e altre interessanti informazioni
?basictype=block
ok, ho capito che sono stato bloccato!
&epochseconds=1210069517
la data, in questo caso corrisponde alle ore 13:25:17 del 6 maggio 2008
&requestedurl=http%3A%2F%2Fsviluppina.co.uk%2F
l’URL della pagina che ho richiesto
&categorylist=149&categorydescriptionlist=Pornography
Pornografia? ma chi, Sviluppina? questi devono essere impazziti!!!
&useripaddress=212.76.64.3
il mio indirizzo IP, ma anche quello di altri 100 pc, visto che non è altro che quello del server del posto dal quale scrivo in questo momento 
&username=
il mio nome utente, ovviamente il campo è vuoto, che si aspettavano? il mio numero di passaporto?
&actiontaken=block
l’azione intrapresa, ossia il blocco (non so se ne esistono altri tipi)
&actionreason=by-category
e questa è la ragione, ossia per appartenenza ad una categoria (e non per il contenuto)
&actionreasondata=149
uguale alla categorylist, ci sarà un legame…
&replayhash=4pEqmboG1jSG1eky%2BiTLNg%3D%3D
questa è tosta da capire, perché l’hash non è altro che un’informazione criptata, quindi non si può risalire al testo originario.
Naturalmente, tutti i blocchi possono essere facilmente elusi usando un semplice anonymizer come Beatfiltering
8 Maggio 2008 alle 10:08
maledetti cammellieri sauditi.