In questi giorni si parla e si straparla del ritorno al nucleare. Secondo l’attuale governo, è la panacea che ci permetterà di risolvere la nostra fame energetica, ma non mancano certo coloro che non condividono quest’idea essenzialmente per questi motivi:
- il tempo – ci vogliono 10 anni per costruire una centrale termonucleare, altri 10 prima che diventi redditizia. Nel frattempo, che facciamo? Mettiamo i criceti a girare la ruota?
- il rischio – un’esplosione in una raffineria causa un disastro, ma se succede in una centrale nucleare allora si parla di ecatombe. Anche perché siamo italiani, quindi
abbastanzacialtroni un altro parere?
- le scorie – lo smaltimento non è affatto semplice, mica siamo i francesi che loro le potevano seppellire nei deserti delle ex-colonie!
Io non ho chissa quale preparazione sull’argomento, però due ragionamenti li posso fare:
- io non sono preparato, ma Carlo Rubbia lo è! E se lui dice che «[...] non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’ uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l’ oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra» [fonte] io un pochino ci credo!
- trent’anni fa, giusto o sbagliato che fosse, abbiamo scelto di dire no al nucleare. Per tutto questo tempo siamo rimasti a guardare Francia, USA, Giappone et alii progredire, concentrandoci su altre cose (centrali idriche ed elettriche). Visto che partiremmo da zero o quasi, perché non ci affidiamo a solare, eolico, celle a combustibile?
- le amministrazioni locali, un esempio per tutti in Sardegna, hanno talvolta bloccato gli impianti eolici, alcuni finanziati, altri costruiti, perfino di già funzionanti, adducendo motivi ambientalistici. Se si hanno tali remore per l’eolico, che succederebbe col nucleare? nota che ho volutamente evitato di parlare del problema discariche in Campania…
- il nucleare servirebbe, tra l’altro, ad affrancarci dalla dipendenza energetica rispetto agli altri paesi. Ma scusate, da dove credete che venga il combustibile fissile? Qualcuno di voi lo estrae dal giardino di casa? Mah, forse ad Arcore…
- L’unica fonte di energia sicura, che non inquina e che non presenta alcun problema tecnologico, è il risparmio energetico. Perché nessuno ne parla più?
- non mi convince invece il ragionamento che fa Maurizio che dice che, se fosse conveniente metter su una centrale nucleare, ossia se guadagni e benefici fossero inferiori a costi e rischi, il privato ci avrebbe già pensato. Se questo fosse vero, allora non avremmo infrastrutture al di fuori dei grandi centri urbani. Il fatto è che questo ragionamento è sì valido, ma non sempre, e per questo io credo che le infrastrutture (incluse le eventuali centrali nucleari, ma anche reti elettriche, informatiche, stradali ecc.) debbano essere statali.
Sinceramente, non sono a priori contrario al nucleare. Solo che non credo che, adesso, sia la scelta migliore da fare. Ora scusate, devo andare a dar da mangiare ai criceti…