Sposato!

Ormai è tutto pronto, la camicia stirata in una nube di vapore, i gemelli infilati ai polsini, le scarpe lucide. Devo solo prepararmi la valigia per il viaggio di nozze e poi posso anche dormire fino a domenica mattina… anzi no! stasera arrivano gli amici, abbiamo appuntamento stasera alle 8, ci facciamo un aperitivo a casa e poi ci fiondiamo in ristorante. Una punta di tristezza ché non avrò né fratelli né cognati.
Ieri io e Bu abbiamo dato una sistemata alla casa, tutti i regali sono stati tolti dagli imballaggi e messi in armadi e cristalliere. È incredibile la roba che ci è arrivata, praticamente tutto quello che abbiamo messo in lista è stato acquistato. Inclusa la crociera.
In questi giorni abbiamo stampato, ritagliato, disegnato, incollato, annodato, piegato l’impossibile. Bu si sorprende che all’asilo non mi abbiano bocciato viste certe cagate che faccio con forbici e vinavil. Le rispondo che la mia carriera accademica asilesca è stata tutta puntata su das e costruzioni, nelle quali modestamente…
Lunedì mattina partiamo, spero di poter pubblicare un po’ di fotografie al rientro. Per il resto, questo spazio rimarrà libero e incustodito per una settimana circa, lo affido anche a te comportati bene e non lasciare cartacce in giro.
Ciao.
Un’amica di Bu ci ha stampato i menu per il ristorante, solo che sono venuti un po’ male perché le ho dato il pdf che di default viene stampato in modalità fit to page e la tipa non lo sapeva e li ha stampati tutti così, quindi hanno perso definizione e si vedono male. Allora ho pensato di ristamparli e, per non gravare sulla povera amica che ha già fato troppo per noi, sono andato a chiedere in un negozio specializzato:
Fabio: senti, quanto mi verrebbero a costare 23 stampe fronte retro?
Negoziante: allora… (armeggia con la calcolatrice) in tutto sono 46 stampe… a 70 centesimi l’una (alzo un sopracciglio) 32 euro!
F.: no. troppo.
N.: aspe’, ma la carta la metti tu, vero? Allora ti posso fare (riarmeggia con la calcolatrice) 25 euro!
F.: mmh vabbe’ ne parlo con la mia ragazza. ciao
N.: ciao
Vado in una cartoleria, mi chiedono 40 euro. La follia, con qualche euro in più mi compro una stampante nuova. Allora stamattina l’ho passata a pulire le testine della mia vecchia stampante per vedere se mi riesce di farle fare un paio di stampe a colori. Ho trovato il manuale e l’ho seguito riuscendo a smontare la testina e pulirla inondola d’alcol.
Speranza vana perché, dopo aver rimontato il tutto e aver risolto il problema delle righe lasciate dai rulli del trascinamento carta, le stampe uscivano come prima. Dopo un cazzigliaio di cicli di pulizia testina/stampa immagine di prova, quando le cartucce nuove ormai erano a metà livello, il colore ha smesso completamente di uscire.
Doh!
Macché puttane! Stasera ho fatto il vero addio al celibato: mezzo chilo di bufala e birra, un negroni come digestivo. Bu è all’addio al nubilato e io mi sento un po’ la versione sfigata di Maurizio Milani. Che è già sfigato di suo.
‘Unione Europea vorrebbe farci ingoiare la pillola del “pacchetto clima ed energia”, ovvero la riduzione del 20% delle emissioni di CO2, l’aumento del 20% dell’efficienza energetica e il ricorso alle fonti rinnovabili di energia che arrivi al 20%, il tutto da conseguirsi entro il 2020. Secondo le stime della Commissione, i costi per l’Italia non superebbero i 13 miliardi di euro annui, mentre il Governo ha tirato fuori cifre superiori ai 20 miliardi.
Il ministro della PA Brunetta ha definito “una follia” la posizione Ue. Dal canto suo, il ministro degli Esteri Frattini, ha affermato che serve flessibilità sui tempi d’attuazione del piano. Come a dire che sì, faremo nostri questi obbiettivi, ma vogliamo prenderci il tempo che ci vuole, 10, 20 o 30 anni.
Nel tira e molla generale, penso che l’attuazione del pacchetto energia possa esser vista come una straordinaria opportunità di crescita.
Il Governo smetta di dare soldi alla solita industria automobilistica e inizi a finanziare la ricerca e lo sviluppo legati alle fonti rinnovabili di energia, a dare contributi per le aziende che vogliono produrre aerogeneratori e pannelli fotovoltaici, a rimuovere le pastoie burocratiche che impediscono l’installazione di nuovi impianti e a quelli già installati di funzionare e produrre un’energia per la quale stiamo pagando ma che ancora non abbiamo visto.
La verità è che il Governo non vuole aderire al pacchetto europeo perché ha intenzione di usare il feticcio delle Grandi Opere per risollevare l’economia e uscire dalla crisi, ma questo porterà inevitabilmente ad un aumento delle emissioni. Costruire ponti, strade, industrie alza le emissioni, non le abbatte!
Non è un caso che in questi giorni all’ONU si lavori per sviluppare un piano che proponga investimenti in senso ambientalistico, un progetto dalle enormi potenzialità sia in termini di crescita economica che di aiuto alle fasce più povere della popolazione.
Come si dice, quando si chiude una porta se ne apre un’altra.
Bu pensava che BimbominKia fosse una marca d’abbigliamento, tipo monella vagabonda, furbetta, diavolina ecc
Purtroppo è molto peggio!
Oh, ci sono così tante cose che stanno succedendo in questi giorni, c’è l’economia da tener d’occhio e le mosse della politica per cercare di non perdere le redini della situazione, c’è un ministro della pubblica istruzione che al confronto la Moratti vabbe’, poi c’è chi cerca di farci mangiare qualsiasi porcheria l’importante è che fatturino… a proposito, il latte è alla melaMina, mica come La Stampa di ieri che aveva questo in prima pagina:

Almeno però nell’articolo era tutto giusto. Ah, un’altra cosa, a differenza di quello che dicono certi giornalisti, il latte non è contaminato né tantomeno di scarsa qualità: è adulterato! Proprio come il vino al metanolo degli anni ‘80.
Comunque, con difficoltà riesco a stare dietro a tutto ché ho il grande passo da organizzare e meno male che c’è quella meravigliosa macchina organizzativa che è Bu che mi tiene focalizzato e adesso scusa ma sì, beh, ho pure un lavoro da portare avanti e per cui son pagato!
Allora, visto che in ben, dico, ben due persone mi hanno sconsigliato la Golf ma, soprattutto, perché ho notato or ora che su uordpress c’è l’opzione Add Poll per fare i sondaggini, allora ti chiedo di consigliarmi che auto comprare in caso di improvvisa quanto inopportuna défaillance del mezzo attuale. I modelli sono 6, con un prezzo che oscilla intorno ai 16mila euro per la versione bi-fuel, ossia con alimentazione a benzina e GPL, quella che mi interessa. A te la parola:
notata la finezza del titolo? in principio avevo scritto ‘ancora’ senza l’accento, poi ho pensato che si sarebbe potuto equivocare e scambiare ‘àncora’ con ‘ancòra’ o, almeno io avrei equivocato. anche perché l’àncora in auto potrebbe esser utile come sistema di frenata d’emergenza.
Sabato ho incontrato G, un vecchio compagno del liceo. Ero con Bu in un locale dove andiamo spesso per lavoro, Bu fa serate di pianobar, e quindi eravamo in questo locale che stavamo montando la strumentazione quando sento due mani sulle spalle e un ginocchio sul culo. Mi giro e dietro la faccia da albanese riconosco G, con cui ho condiviso 5 anni di vicinato di banco.
‘uellà come stai?’ ‘cosa stai facendo?’ le solite domande e lui mi fa che sì che sta ancora studiando, no che non è ancora laureato, con l’aria di chi dà sempre le stesse risposte sempre alla stessa gente. Lo capisco, i genitori sono entrambi laureati e lui a 34 anni non ancora, lei farmacista, lui insegnante, e sicuramente gliele tritano da mattina a sera. Anche perché la sorella lo ha già sorpassato nella corsa per la farmacia.
C’è anche da dire che G è il classico vitellone, senz’altro intelligente ma pure ken’e gana*. A 14 anni l’enduro cinquanta, a 18 il golf del vecchio, gli anni di università con l’appartamento di proprietà a Cagliari, non ha mai lavorato. I suoi problemi sono stati altri.
Poi gli ho dato la notizia ‘ma ti sposi perché vuoi o…?’ ho risposto sì, certo, perché voglio e perché se no?! ho 34 anni e un lavoro, poi Bu ha già iniziato a mettere le tendine in giro per casa. Mi ha guardato con un’aria strana, forse c’era anche un pizzico di invidia. Ma lui ha altri problemi…
* senza voglia
Questa pagina, letta ieri, mi ha fatto scoprire una cosa che non sapevo.
Qui in Sardegna si usa ancora un’antica unità di superficie: su moi de terra, e questo lo sapevo, corrispondente a 4000m2. Quello che ignoravo è che originariamente era pari all’area che si riusciva ad arare con unu moi de trigu, ossia il grano contenuto in un cilindro di sughero da circa 5 litri. Questo vuol dire che su moi de terra non era né stabile né riproducibile e dipendeva dall’abilità (e dalla furbizia, in certi casi) del seminatore.
Tuttavia ciò non mi turba, tantomeno mi sorprende. Sono abituato alla gestione ehm allegra dei numeri. In Sardegna, due non sempre è due, e tre quasi mai è tre. Ad esempio, per un sardo una pariga (un paio*) quasi mai corrisponde a due, ma più spesso a 3, 4 o più. Se un sardo ti aspetta per più di un quarto d’ora, al tuo arrivo ti dirà che è tre ore che ti aspetta!
* comunque vorrei che qualcuno mi spiegasse perché si dice ‘un paio di pantaloni’ e ‘un paio di scarpe’ anche se si tratta di quantità diverse!
Che mi commenti?