Anche i nomi
Anche i nomi hanno la loro importanza, sai? Si vede anche in cucina, ad esempio. Quello che noi banalmente chiamiamo «pollo con patate al forno», i francesi lo chiamerebbero «poulet fermier rôti aux pommes de terre et oignons et aux herbes fines» ci vuole più tempo a dirlo che a spazzolare il piatto. Perché tentano di sopperire alla carenza di idee (e di gusto) con nomi lunghi e complicati, che poi non sono nomi ma descrizioni. Li preferisco quando fanno le cose più semplici, ad esempio la tartiflette, la quiche, la fonduta. Nomi, non descrizioni. Nomi che dentro hanno un mondo di gusto semplice e di tradizione, nomi che sanno di studenti che rientrano a casa per il fine settimana, nomi buoni come le cose di casa. Come il pollo con patate al forno, se venissi stasera a casa mia a cena scopriresti che dentro non ci sono solo pollo e patate, ma anche cipolle, pomodori secchi, salvia e rosmarino. E un sacco di altre cose buone.
Della Francia si può dire male quanto si vuole, hanno persino tentato di francesizzare qualunque cosa (chissà come sintetizzano l’affaire Marazzò).
Spesso, invece, nelle nostre campagne si trovano (sempre che si riesca a pronunciarli) deliziosi piatti che vado ad elencare: ‘rmoghlio oppure ‘armletti, indizio: due piatti di stagione… toscoemiliani.
eppure io amo la Francia, e proprio per questo mi rendo conto che la percezione che se ne ha è completamente diversa da quella che ne ho io. forse perché ho avuto la fortuna di viverci?