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On the road again

12 aprile 2010

Allora, chiedo scusa perché è da un po’ che non scrivo ma sono rientrato dall’Oman e ho passato due bellissime settimane a fare tutte quelle cose che per i tre mesi precedenti mi sono solo sognato. È incredibile come la nostra vita, in quanto italiani, sia caratterizzate da tante cose che fanno sì che la sua qualità sia vertiginosamente alta. I posti, il cibo, il clima, le persone rendono l’Italia un posto unico. Non stupisce se, mentre gli italiani vanno all’estero per i soldi, tanti stranieri decidono di rimanere per il resto della loro vita qui, dopo essersi abituati. L’Italia è un paese così bello che conviene di gran lunga lottare per migliorarlo, nonostante la cattiva politica, la corruzione e l’antipatriottismo spingano per farci emigrare tutti quanti.

A proposito di emigrazione, in questo momento sto usufruendo della rete wi-fi gentilmente messa a disposizione dall’albergo di Fiumicino dove passerò questa giornata. Già, perché io sono sulla strada per l’Algeria, dove passerò i prossimi tre mesi a fare più o meno quello che facevo in Oman, ossia il commissioning di una impianto di compressione gas. Mi trovo in albergo perché il volo che avrei dovuto prendere stamane da Elmas è stato cancellato, quindi sono stato dirottato su di un un volo in partenza un’ora più tardi. Non avendo il passaporto, perché per ragioni di tempi di ottenimento del visto mi è stato consegnato direttamente a Fiumicino, a Elmas non ho potuto fare l’imbarco per Algeri e quindi ho perso mezz’ora per ritirare il bagaglio. Mezz’ora fatale: mi è stato negato l’imbarco.

Allora me ne sto un giorno a Fiumicino a gozzovigliare a spese dell’azienda. Peccato: mi sarebbe piaciuto passare un giorno in più con Bu, e magari salutare quel paio di persone che veramente meritano un arrivederci.

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