È il commento che m’è venuto spontaneamente stamattina.
Mi sono alzato prima per andare in banca prima di entrare a lavorare, devo fare i pagamenti per riallineare la mia carriera accademica e poter dare il sospirato ultimo esame. La chiamano «ricognizione».
Arrivo al Banco di Sardegna. Il Banco di Sardegna, più che una banca, è un ottimo motivo per vergognarsi di essere sardi. Pur tuttavia, essendo questo un blog pubblico e dato che è mia intenzione evitare il più a lungo possibile il rischio di ricevere una querela, è meglio che io non ne parli male.
Però non è vietato pensarne male, cosa che faccio costantemente.
Ore 8e40, entro in banca e mi avvicino allo sportello:
Fabio: buongiorno. dovrei pagare le tasse universitarie, posso pagare con un assegno?
Impiegata, dando un’occhiata al carnet SanPaolo: no
F.: con la carta di credito?
I.: no
F.: allora come?
I.: può pagare in contanti…
F.: scusi, sono in una banca e accettate solo contanti?!
I.: mi spiace, ma a meno che non abbia un conto presso di noi, può effettuare il pagamento solo in contanti
Ore 8e45, esco dalla banca e passo alla filiale SanPaolo adiacente. Notare che la cifra in questione è superiore a quando erogabile quotidianamente dal Bancomat
Fabio: buongiorno.vorrei ritirare del contante
Impiegato, dando un’occhiata all’orologio: dovrebbe attendere 10′, ce li ho in cassaforte
F.: alle 9meno5?
I.: sì
Ecco, io entro al lavoro alle 9, non avrei fatto in tempo. Quindi sacrificherò la mia pausa pranzo per svolgere l’augusta incombenza di andare a farmi salassare.
Sembra o no di essere tornati indietro agli anni ‘50?
Che mi commenti?